Archive For 15 aprile 2020

Server di posta secondario

Server di posta secondario

Con un MX secondario hai la certezza che le email giungano sempre a destinazione, in caso di malfunzionamento del server principale

Il server di posta elettronica va in down e sei in preda al panico. Rischi di perdere email importanti per il tuo lavoro e vuoi evitare che ciò accada. La soluzione proposta è quella di ricorrere a un server MX secondario.

MX secondario è il termine tecnico con cui in MHWeb intendiamo un server “di scorta” pronto a fare le veci del tuo server di posta elettronica principale qualora questo non risulti raggiungibile o impiega troppo tempo a rispondere per qualsiasi motivo. Il servizio MX secondario che proponiamo è un sistema di backup della posta elettronica capace di fare da “pronto intervento” al server email principale, sostituendolo in tutte le occasioni in cui sia necessario.

In condizioni operative tradizionali, hai a disposizione un solo server di posta elettronica e in caso di un suo malfunzionamento, le email non ti vengono consegnate al server principale, i mittenti non ricevono risposta o hanno difficoltà all’invio. Inoltre, non è detto che quando il server principale torna a funzionare vengano consegnate le email che non erano state ricevute e il più delle volte si rischia che queste comunicazioni si perdano nei meandri della Rete senza mai giungere a destinazione.

Il servizio di MX secondario interviene in una situazione così apocalittica e non fa altro che sostituire il server di posta elettronica principale con un altro server backup opportunamente configurato per ricevere le tue email e conservarle fino al ripristino del server principale. Nel frattempo che il server di posta elettronica principale è down, l’MX secondario si sostituisce ad esso e incamera tutta la posta elettronica in ingresso. Quando il server di posta elettronica del provider principale torna raggiungibile, l’MX secondario consegna tutta la posta ricevuta e tu hai la certezza di non aver perso nemmeno una email.

Cosa significa un MX Secondario per la tua posta elettronica?

Con l’MX secondario realizzi la ridondanza geografica per la tua posta elettronica

Impostare MX secondario significa quindi realizzare quel concetto di ridondanza geografica che ti permette di avere il servizio di ricezione della posta elettronica erogato da un data center differente da quello del tuo provider di posta elettronica primario, riducendo così al minimo le probabilità che il servizio venga interrotto e che tu non possa ricevere la posta elettronica.

L’MX secondario proposto da MHWeb corrisponde a un server di posta elettronica configurato sul data center di Milano. Il servizio consente di avere un backup posta elettronica pronto all’uso e facilissimo da configurare. Attraverso un opportuno pannello, infatti, puoi impostare l’MX secondario in due soli clic, indicando il nome del dominio su cui vuoi attivare il servizio e il server primario che è deputato alla ricezione della posta elettronica. Inoltre, devi anche essere titolare del dominio di posta su cui vuoi creare il backup MX secondario e quindi devi avere la disponibilità di configurare i DNS con un record MX fornito da MHWeb al momento dell’attivazione del servizio.

Per essere sicuro che la posta elettronica a te diretta giunga sempre a destinazione, puoi quindi attivare l’MX secondario al costo di 20 euro al mese, un prezzo basso, soprattutto se paragonato alla tranquillità di ricevere sempre le comunicazioni a te indirizzate.

DNS servizio managed

Cos’è un DNS?

Un sistema dei nomi di dominio o DNS (Domain Name System) traduce nomi comprensibili come www.mhweb.it in indirizzi IP utilizzati dai computer, ad esempio 5.43.2.11.

Nozioni di base sul DNS

Tutti i dispositivi su Internet, dallo smartphone al laptop fino al server che carica contenuti su siti Web, si collegano e comunicano tra loro utilizzando una stringa numerica. Questi numeri prendono il nome di indirizzo IP. Quando apri una pagina Web ed entri in un sito Web, non è necessario tenere a memoria e digitare una lunga stringa numerica. È sufficiente digitare il nome di dominio, ad esempio example.com, per aprire la pagina.

Un servizio DNS come il nostro è un servizio distribuito globale che traduce nomi comprensibili come www.esempio.com in indirizzi IP numerici come 2.3.4.5, utilizzati dai computer per connettersi tra loro. Il sistema DNS di Internet funziona in modo analogo a una rubrica telefonica, perché gestisce la mappatura tra nomi e numeri. I server DNS traducono le richieste di nomi in indirizzi IP, controllando a quale server si connetterà un utente finale nel momento in cui digiterà un nome di dominio nel suo browser Web. Queste richieste sono chiamate query.

Tipi di servizio DNS

Sistema DNS autorevolefornisce un meccanismo di aggiornamento che gli sviluppatori possono usare per gestire i loro nomi DNS pubblici. Risponde quindi alle query DNS, traducendo i nomi di dominio in indirizzi IP, in modo che i computer possano comunicare tra loro. I sistemi DNS autorevoli hanno la massima autorità su un dominio e sono responsabili delle risposte ai server DNS ricorsivi con le informazioni dell’indirizzo IP. I nostri DNS sono sistemi autorevoli.

DNS ricorsivo: i client in genere non eseguono query direttamente ai servizi DNS autorevoli. Si connettono invece con un altro tipo di servizio DNS, noto come resolver o servizio DNS ricorsivo. Un servizio DNS ricorsivo agisce come il portinaio di un albergo: non è proprietario dei record DNS, ma è un semplice intermediario da cui è possibile ottenere informazioni sul DNS. Se il riferimento DNS è memorizzato nella cache o archiviato per un dato periodo di tempo, il DNS ricorsivo risponderà alla query fornendo le informazioni o l’IP di origine. In caso contrario, inoltrerà la query a uno o più server DNS autorevoli per recuperare l’informazione richiesta.

In che modo un DNS instrada il traffico su un’applicazione Web?

Il diagramma in basso mostra una panoramica di come i servizi DNS autorevoli collaborano per indirizzare l’utente finale su un’applicazione o un sito Web.

  1. Un utente apre un browser Web, digita www.example.com nella barra degli indirizzi e preme Invio.
  2. La richiesta per www.example.com viene instradata a un resolver DNS, che in genere è gestito da un provider di servizi Internet o ISP (Internet Service Provider), ad esempio un operatore di telefonia che offre connessione via cavo o DSL.
  3. Il resolver DNS per l’ISP inoltra la richiesta di www.example.com verso un server DNS dei nomi radice.
  4. Il resolver DNS inoltra nuovamente la richiesta di www.example.com, questa volta verso uno dei server dei nomi di primo livello per i domini .com. Il server dei nomi per i domini .com risponde alla richiesta con i nomi dei quattro server dei nomi di MHWeb associati al dominio example.com.
  5. Il resolver DNS per l’ISP sceglie un server dei nomi di MHweb e inoltra la richiesta per www.example.com a tale server.
  6. Il server dei nomi di MHweb cerca il record www.example.com nella hosted zone example.com, ottiene il valore associato, ovvero l’indirizzo IP di un server Web, 192.0.2.44, e lo restituisce al resolver DNS.
  7. Il DNS resolver per l’ISP ha così a disposizione l’indirizzo IP richiesto dall’utente. Il resolver restituisce tale valore al browser Web. Il resolver DNS memorizza inoltre nella cache l’indirizzo IP di example.com per una quantità di tempo specificata, così potrà rispondere più rapidamente al successivo tentativo di connessione ad example.com. Per ulteriori informazioni, cerca i dettagli relativi alla funzione Time-to-Live (TTL).
  8. Il browser Web invia una richiesta per www.example.com all’indirizzo IP ottenuto dal resolver DNS. Qui si trovano i contenuti, ad esempio un server Web in esecuzione in un’istanza di un servizio o in un bucket dei nostro cluster configurato come endpoint di sito Web.
  9. Il server Web o la risorsa che si trova all’indirizzo 5.6.7.8 restituisce la pagina Web per www.example.com al browser Web, che visualizzerà così la pagina.

Verifica propagazione dns

Per controllare la corretta propagazione dei DNS del proprio sito e verificarne malfunzionamenti è disponibile il nostro strumento di controllo – DNS Propagation Check

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Ukraine
Kharkiv
159.224.44.19
19.44.224.159.triolan.net.
-
Hualien City
125.227.173.236
ms1.hsinfu.com.tw.
-
Italy
Modena
109.168.43.86
86.43.168.109.cust.ip.kpnqwest.it.
-
France
Argenteuil
37.71.95.218
218.95.71.37.rev.sfr.net.
-
Indonesia
Tangerang
223.27.147.26
26.147.27.223.cni.net.id.
-
China
Beijing
218.92.199.206
-
Philippines
City of Muntinglupa
124.6.174.103
-
China
Suzhou
58.211.171.214
-
Philippines
Bacolod City
124.6.173.70
-
Brazil
Santa Cruz do Sul
177.43.249.132
177.43.249.132.static.gvt.net.br.
-
China
221.224.200.54
-
Australia
Melbourne
168.1.79.238
ee.4f.01a8.ip4.static.sl-reverse.com.
-
Germany
81.169.183.221
h2141003.stratoserver.net.
-
China
Nanjing
58.213.161.18
-
India
115.254.1.113
-
India
Chennai
115.249.253.81
-
Malaysia
Petaling Jaya
175.139.150.29
-
Brazil
Piracicaba
177.135.174.36
177.135.174.36.static.gvt.net.br.
-
China
Nanjing
218.94.128.126
-
Kazakhstan
Almaty
92.46.49.13
-


Ultimo aggiornamento del 23-10-2020 05:20:50

Questi sono i risultati del DNS Propagation Check fatto per il nome di dominio .
Questi sono i risultati delle ricerche DNS effettuate su server DNS in tutto il mondo.

La risoluzione indica che il server DNS sta rispondendo correttamente alla tua richiesta.
Il triangolino giallo indica che il DNS non ha trovato alcun record per il tuo nome di dominio.
Prova a eseguire un altro test di propagazione DNS per ogni evenienza.

Southern Asia - India

Northern America - United States of America

Western Europe - Germany

Southern Asia - Iran (Islamic Republic of)

Western Europe - France

South-eastern Asia - Indonesia

Latin America and the Caribbean - Mexico

Northern Africa - Morocco

Eastern Asia - China

Latin America and the Caribbean - Brazil

Latin America and the Caribbean - Trinidad and Tobago

Northern Europe - Sweden

Latin America and the Caribbean - Costa Rica

Australia and New Zealand - Australia

Northern America - Canada

South-eastern Asia - Singapore

Western Europe - Switzerland

Southern Europe - Greece

Latin America and the Caribbean - Grenada

Latin America and the Caribbean - Honduras

Eastern Asia - Hong Kong

Eastern Europe - Hungary

Northern Europe - Iceland

Northern Europe - Ireland

Western Asia - Israel

Southern Europe - Italy

Eastern Asia - Japan

Western Asia - Jordan

Central Asia - Kazakhstan

Sub-Saharan Africa - Kenya

-

Western Asia - Kuwait

Central Asia - Kyrgyzstan

Western Asia - Lebanon

Eastern Asia - Macao

Southern Europe - North Macedonia

South-eastern Asia - Malaysia

Micronesia - Marshall Islands

Sub-Saharan Africa - Mauritania

-

Sub-Saharan Africa - Namibia

Southern Asia - Nepal

Sub-Saharan Africa - Nigeria

Northern Europe - Norway

Southern Asia - Pakistan

-

Melanesia - Papua New Guinea

Latin America and the Caribbean - Paraguay

Latin America and the Caribbean - Peru

South-eastern Asia - Philippines

Eastern Europe - Poland

Southern Europe - Portugal

Latin America and the Caribbean - Puerto Rico

Eastern Europe - Romania

Northern Europe - United Kingdom of Great Britain and Northern

Eastern Europe - Russian Federation

Latin America and the Caribbean - Barbados

Latin America and the Caribbean - Saint Vincent and the Grenadines

Sub-Saharan Africa - Sao Tome and Principe

Southern Europe - Slovenia

Melanesia - Solomon Islands

Sub-Saharan Africa - South Africa

Southern Europe - Spain

Western Asia - Syrian Arab Republic

-

Central Asia - Tajikistan

-

South-eastern Asia - Thailand

Sub-Saharan Africa - Togo

Northern Africa - Tunisia

Western Asia - Turkey

Eastern Europe - Ukraine

Western Asia - United Arab Emirates

Western Europe - Belgium

Latin America and the Caribbean - Uruguay

Central Asia - Uzbekistan

Latin America and the Caribbean - Venezuela (Bolivarian Republic of)

South-eastern Asia - Viet Nam

Latin America and the Caribbean - Virgin Islands (U.S.)

Sub-Saharan Africa - Zimbabwe

Southern Asia - Afghanistan

Southern Europe - Albania

Southern Europe - Montenegro

Northern Africa - Algeria

Polynesia - American Samoa

Southern Europe - Andorra

Antarctica - Antarctica

Latin America and the Caribbean - Jamaica

Latin America and the Caribbean - Argentina

Western Asia - Armenia

Western Europe - Austria

Latin America and the Caribbean - Bahamas

Western Asia - Bahrain

Southern Asia - Bangladesh

Eastern Europe - Belarus

Southern Asia - Bhutan

Latin America and the Caribbean - Bolivia (Plurinational State of)

Southern Europe - Bosnia and Herzegovina

Sub-Saharan Africa - British Indian Ocean Territory

South-eastern Asia - Brunei Darussalam

Eastern Europe - Bulgaria

South-eastern Asia - Cambodia

Sub-Saharan Africa - Cameroon

Sub-Saharan Africa - Cabo Verde

Latin America and the Caribbean - Chile

Latin America and the Caribbean - Colombia

Southern Europe - Croatia

Western Asia - Cyprus

Eastern Europe - Czechia

Northern Europe - Denmark

Latin America and the Caribbean - Dominican Republic

Latin America and the Caribbean - Ecuador

Northern Africa - Egypt

Latin America and the Caribbean - El Salvador

Northern Europe - Estonia

Sub-Saharan Africa - Ethiopia

Melanesia - Fiji

Northern Europe - Finland

Northern Europe - Åland Islands

Polynesia - French Polynesia

Sub-Saharan Africa - Gabon

Sub-Saharan Africa - Gambia

Western Asia - Georgia

Latin America and the Caribbean - Guatemala

Western Asia - Iraq

South-eastern Asia - Lao People's Democratic Republic

Northern Europe - Latvia

Northern Europe - Lithuania

Western Europe - Luxembourg

Sub-Saharan Africa - Mali

Southern Europe - Malta

Latin America and the Caribbean - Martinique

Sub-Saharan Africa - Mauritius

South-eastern Asia - Myanmar

Western Europe - Netherlands

Australia and New Zealand - New Zealand

Latin America and the Caribbean - Nicaragua

Latin America and the Caribbean - Panama

Western Asia - Qatar

Northern America - Saint Pierre and Miquelon

Western Asia - Saudi Arabia

Sub-Saharan Africa - Senegal

Sub-Saharan Africa - Seychelles

Eastern Europe - Slovakia

Southern Asia - Sri Lanka

Northern Africa - Sudan

Latin America and the Caribbean - Suriname

Latin America and the Caribbean - Cayman Islands

Northern Europe - Jersey

Southern Europe - Serbia

Sub-Saharan Africa - Chad

Southern Europe - Gibraltar

Northern Africa - Libya

Eastern Asia - Mongolia

Sub-Saharan Africa - Eswatini

Sub-Saharan Africa - Uganda

Server virtuali

Server virtuali

Ci scusiamo ma stiamo aggiornando il configuratore, a breve tornerà operativo

Server dedicati

Server dedicati

Ci scusiamo ma stiamo aggiornando il configuratore, a breve tornerà operativo

Big Data: cosa sono e a cosa servono

Big Data: cosa sono e a cosa servono

Qualsiasi cosa facciamo nel mondo tecnologico e digitale, lasciamo una traccia del nostro comportamento, delle nostre scelte, delle nostre preferenze e delle nostre abitudini.

Quando utilizziamo lo smartphone, quando acquistiamo tramite bancomat e carte di credito, quando guardiamo la televisione, quando accediamo a un’app da smartphone o da pc, quando facciamo una domanda a Google per risolvere un problema, quando ci affidiamo a Google Maps per condurci in un posto e così via.

In ognuna di queste circostanze generiamo un flusso crescente e massivo di dati, informazioni preziose per aziende, brand, business, organizzazioni e soggetti portatori di interesse.

 

La gestione dei Big Data è strettamente legata al cloud, uno dei servizi attualmente più richiesto ed utilizzato dagli utenti.

Se vuoi spostare il tuo sito web nel cloud, la migliore soluzione è quella di scegliere un hosting dedicato anche per la garanzia delle risorse a disposizione.

 

Cosa sono i big data

Wikipedia definisce così i big data:

Il termine Big data (“grandi dati” in inglese) descrive l’insieme delle tecnologie e delle metodologie di analisi di dati massivi, ovvero la capacità di estrapolare, analizzare e mettere in relazione un’enorme mole di dati eterogenei, strutturati e non strutturati, per scoprire i legami tra fenomeni diversi e prevedere quelli futuri. 

L’espressione dati massivi richiama sia il fatto che si tratta di una grande quantità di dati che continuamente crescono e si aggiornano, sia che questi dati possono essere strutturati ma anche semi-strutturati o non strutturati.


Ma quand’è che un sistema diventa big?


Quando il volume dei dati è consistente e correlato alla capacità del sistema stesso di acquisire, memorizzare e analizzare le informazioni che giungono da fonti differenti ed eterogenee.

Big significa, quindi, che il sistema è soggetto all’aumento del volume dei dati e alla velocità del flusso di informazioni che dovrà prima acquisire e dopo gestire.

Per farti capire di che mole di dati parliamo, ti basti pensare che i big data sono misurati in zettabyte, ovvero in miliardi di terabyte, e che vengono raccolti da fonti eterogenee: si tratta di dati strutturati, come quelli raccolti nei database, ma anche di dati non strutturati, come gli indirizzi e-mail ricavati dai profili, le immagini sui social network e i dati GPS.

L’obiettivo dei big data è quello di riuscire a ricavare informazioni aggiuntive, più precise, dettagliate e predittive rispetto a quelle ottenibili analizzando una mole di dati di piccole dimensioni. Volume, velocità e varietà, queste sono le tre principali caratteristiche distintive dei big data:

  • il volume fa riferimento all’enorme quantità di questi dati raccolti;
  • la varietà fa riferimento all’eterogeneità di formati in cui questi dati sono disponibili e alle fonti da cui provengono;
  • la velocità indica, appunto, la velocità con cui questi dati sono raccolti e analizzati. 


Le metodologie di analisi dei big data

L’acquisizione e l’elaborazione dei big data ha richiesto la progettazione di nuove metodologie e tecnologie di raccolta e di analisi. In particolare, possiamo distinguere 4 tipi o metodologie di analisi dei big data:

  • l’Analisi Descrittiva, ovvero le metodologie e le tecnologie utilizzate per descrivere la situazione attuale e quella passata dei processi aziendali o di progetti di business, rappresentando in modo sintetico e grafico gli indicatori di prestazione dell’attività;
  • l’Analisi Predittiva, ovvero gli strumenti di analisi dei dati che aiutano a capire cosa potrebbe accadere nel futuro utilizzando tecniche matematiche come la regressione e i modelli predittivi;
  • l’Analisi Prescrittiva, impiegata per individuare soluzioni strategiche e operative efficaci;
  • l’Analisi Automatizzata, che comprende gli strumenti che consentono di implementare autonomamente e in maniera automatizzata l’azione desiderate e secondo il risultato delle analisi che sono state condotte.


A cosa servono i big data

I big data sono fondamentali per sviluppare modelli di business competitivi, innovativi e in grado di crescere e migliorare costantemente.

Consentono alle aziende di raccogliere una gran quantità di preziosissime informazioni sull’andamento aziendale, sui risultati delle strategie adottate e delle operazioni attuate e sulle possibili previsioni future.

Inoltre, permettono di ottenere informazioni sul comportamento di acquisto della clientela, sulle sue abitudini e sui suoi gusti, sulle reazioni a determinati avvenimenti, sulle caratteristiche e sulle consuetudini.

Analizzare questi dati consente di assumere decisioni aziendali mirate con l’obiettivo di rintracciare nuovi potenziali clienti, di aumentare il numero dei clienti e delle vendite, di rendere più efficaci le strategie di fidelizzazione del cliente e di attuare efficaci strategie di cross-selling.

E, ancora, le analisi dei big data consentono di pianificare le azioni di marketing in modo mirato e più efficace su ogni media, consentono di studiare in maniera approfondita il target di riferimento, di segmentarlo e di capire come e quando raggiungerlo.

Permettono di individuare i fattori psicologici e motivazionali che convincono le persone ad acquistare un prodotto o un servizio e di realizzare simulazioni predittive per capire come evolverà il mercato e il settore in cui l’azienda opera.


Investire nell’analisi dei big data

Negli ultimi anni sempre più aziende investono nell’analisi dei big data per sviluppare modelli di business efficaci e innovativi e per rendere più competitive le proprie strategie di vendita, di marketing e di comunicazione.

Investire in big data, quindi, significa investire nel presente e nel futuro del proprio business e cogliere quest’opportunità è la chiave della riuscita e del successo nei mercati contemporanei.

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Mygra la tua casella di posta da un server all’altro

Mygra la tua casella di posta da un server all’altro

Per accedere da più computer allo stesso account di posta ed evitare che alcuni messaggi ricevuti non siano visibili sugli altri sistemi, il consiglio è quello di non utilizzare il protocollo POP3 ma passare ad IMAP (a meno che, ovviamente, non ci si accontenti di gestire l’account di posta attraverso l’interfaccia web).
Nel nostro articolo Scaricare la posta da più computer o dispositivi senza perdere i messaggi, abbiamo spiegato com’è possibile consultare le e-mail da computer diversi senza che i messaggi scompaiano.
La procedura presentata si basa sull’attivazione e sull’utilizzo del protocollo IMAP e di un client di posta elettronica compatibile (ad esempio, Mozilla Thunderbird).
Come chiarito nell’articolo Scaricare la posta da più computer o dispositivi senza perdere i messaggi, il protocollo IMAP è la scelta migliore per coloro che desiderano lasciare tutti i messaggi di posta elettronica sul server del provider.
In questo modo, non si correrà il rischio di perderli in seguito, ad esempio, al danneggiamento del disco del sistema sul quale le e-mail vengono scaricate e gli archivi di posta risulteranno sempre aggiornati ed accessibili, da qualunque sistema e con qualunque client di posta.

Il protocollo IMAP è anche lo strumento migliore per trasferire e-mail da un account di posta all’altro.

 

Mygra accedi al servizio di migrazione oppure guarda il servizio di sincronizzazione ( Syncro.email)

Online port scanner

Online port scanner


Lo scanner consente di mappare facilmente il perimetro di rete di un’azienda, controllare le regole del firewall e verificare se i servizi sono raggiungibili da Internet.
Basato su Nmap Online , esegue il rilevamento accurato delle porte e il rilevamento del servizio.
Light scan (gratuito), eseguito sulle prime 1024 porte.
 

Perché il port scanning contribuisce alla sicurezza del vostro sistema

Regolamentazione – Licensing Microsoft

Licensing Microsoft

Multimedia Hyper-Web, proprietaria del brand MHWeb, fornisce prodotti Microsoft attraverso la licenza SPLA (Services Provider License Agreement): tale licenza consente di distribuire sistemi operativi e, in generale, software Microsoft su server fisici e virtuali utilizzati per erogare servizi web.

I clienti di MHWeb che acquistano server fisici o virtuali con software Microsoft, sottoscrivono automaticamente la licenza EULA (End-User License Agreement) di Microsoft che regolamenta l’utilizzo del software Microsoft da parte dell’utente finale. A titolo di esempio, fanno parte di questo accordo i sistemi operativi Microsoft (Windows Server, Windows Server Datacenter Edition, etc), database Microsoft (MMS SQL Express Edition, Web Edition, Standard Edition, Enterprise Edition, etc.), Terminal Server (MSTS), Office.

Al seguente link Licenza EULA Microsoft, è possibile consultare la licenza.

A seconda del tipo di servizio acquistato (VPS, Server Dedicati Fisici e Cloud Computing Pubblico e Privato) è necessario (o proibito) l’utilizzo di specifiche licenze Microsoft (sia erogate tramite MHWeb in SPLA, che acquistate privatamente dall’utilizzatore del servizio).

Di seguito alcuni esempi di corretto licensing di software Microsoft per tipo di servizio e licenza.

Tipo di Servizio

Server Virtuali (VPS) e Cloud Computing Pubblico

In ambiente virtuale (VPS e Cloud Computing Pubblico) è obbligatorio utilizzare esclusivamente licenze Microsoft erogate tramite MHWeb in SPLA. È, invece, proibito l’utilizzo di licenze Microsoft private, anche se originali, a meno che il Cliente sia in possesso di Software Assurance e License Mobility per tale software.

Server Dedicato Fisico e Cloud Computing Privato

È possibile utilizzare sia prodotti Microsoft erogati da MHWeb in SPLA, sia licenze private. Per l’utilizzo di licenze private è necessario inviare apposita liberatoria ad MHWeb (tale liberatoria deve essere preventivamente richiesta tramite apertura di ticket dal pannello di controllo).

Tipo di Licenza Microsoft

Windows Server

La licenza Windows Server compre una macchina fisica più una macchina virtuale creata sulla stessa macchina fisica (es. hypervisor Hyper-V più una macchina virtuale Windows).
In ambiente di Server Virtuale (VPS), Cloud Computing Pubblico e Server Dedicato Fisico le licenze Windows Server devono essere acquistate in base ai Core fisici (numero core dei processori fisici del server, con minimo di 8 core per processore fisico) o Core Virtuali (in caso di VPS e Cloud Computing Pubblico) del server.
In ambiente di Cloud Computing Privato le licenze Microsoft devono essere acquistate in base ai Core fisici (numero core dei processori fisici del server) del server ed al numero di Server Fisici che compongono il cluster che eroga il servizio di Cloud Computing Privato. Ad esempio, se il cluster è composto da 3 Server Dedicati Fisici (configurati in alta affidabilità) con una singola CPU 8 Core per Server, per coprire una singola VM (macchina virtuale Windows creata sul proprio cluster), sarà necessario acquistare 3 licenze Windows Server da 8 Core.

Windows Server Datacenter Edition

La licenza Windows Server Datacenter Edition compre una macchina fisica (host fisico) più un numero illimitato di macchine virtuali create sulla stessa macchina fisica.
Questo tipo di licenza è acquistabile solo con i servizi Server Dedicato Fisico e Cloud Computing Privato.
In caso di Server Dedicato Fisico le licenze Microsoft devono essere acquistate in base ai Core fisici (numero core dei processori fisici del server, con minimo di 8 core per processore fisico) del server. In caso di Cloud Computing Privato, queste licenze devono essere acquistate in base ai Core fisici (numero di core dei processori fisici del server, con minimo di 8 core per processore fisico) del server e al numero di Server Fisici che compongono il cluster. Ad esempio, se il cluster è composto da 3 Server Dedicati Fisici (configurati in alta affidabilità) con una singola CPU 8 Core per Server, sarà necessario acquistare 3 licenze Windows Server Data Center da 8 Core, così da poter correttamente licenziare tutte le VM (macchine virtuali Windows create sul proprio cluster) presenti.

MS SQL Server

In tutti i casi le licenze MS SQL Server devono essere acquistate in base ai Core fisici (numero di core dei processori fisici del server, con minimo di 4 core per processore fisico) o Core Virtuali (in caso di VPS e Cloud Computing Pubblico) del server. In ambiente di Cloud Computing Privato, le licenze MS SQL devono essere acquistate in base ai core virtuali delle VM (macchine virtuali Windows create sul proprio cluster) su cui viene installato il software.

Licenze MSTS

Ogni server Windows ha diritto a 2 utenti abilitati all’accesso remoto che vengono assegnati da MHWeb al momento dell’attivazione del servizio. NOTA BENE: se si necessita di più di 2 utenti abilitati all’accesso remoto (desktop remoto), è necessario acquistare una licenza MSTS per ogni utente, rinunciando ai 2 utenti iniziali.

Licenze Office

In ogni caso, le licenze Office devono essere acquistate in numero pari al numero di licenze MSTS (utenti abilitati all’accesso in desktop remoto) presenti sul server.

ATTENZIONE

In tutti i casi è vietato installare software Microsoft privo di licenza originale e documentabile.
MHWeb (Multimedia Hyper-Web) si riserva la facoltà di verificare il corretto utilizzo delle licenze per il software Microsoft installato e di rivalersi sul Cliente qualora ne venisse accertato un utilizzo scorretto o improprio.

MHWeb invita tutti i clienti che fanno uso di software Microsoft a prendere visione della Licenza EULA Microsoft.

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